5 x 1000 a Mani Tese

28 aprile 2009

5xmilleDa un pò di tempo mi sono interessata alle attività di cooperazione allo sviluppo nei paesi del sud del mondo dell’associazione MANI TESE.
Mani Tese opera per instaurare nuovi rapporti tra i popoli, fondati sulla giustizia e la solidarietà:
• sostenendo associazioni e comunità dei Paesi del Sud del mondo attraverso la realizzazione di progetti volti alla promozione di uno sviluppo locale sostenibile e per la liberazione da soprusi, ingiustizie e disuguaglianze;
• promovendo azioni, nel Nord e nel Sud del pianeta, contro le cause dell’ingiustizia;
• promovendo esperienze di economia solidale, modelli di sviluppo non competitivi e rispettosi dell’ambiente e rapporti sociali imperniati sui valori di giustizia, pace, nonviolenza, condivisione, solidarietà, sobrietà dei consumi, dialogo, collaborazione e partecipazione.

Mani Tese utilizza il 5 per 1000 dell’IRPEF per portare avanti i propri progetti di cooperazione internazionale nei Paesi in cui opera e campagne di informazione per sensibilizzare le persone su stili di vita più solidali. In oltre quarant’anni di attività, Mani Tese ha realizzato più di 2 mila progetti nel Sud del mondo.
Qui trovate maggiori informazioni su come fare per donare il 5 per 1000 a Mani Tese.


Casa Domani

6 aprile 2009

Casa Domani, la Casa famiglia per disabili fisici che era da vent’anni in Piazza Manin, a Genova, ha finalmente una nuova CASA!
Il nuovo indirizzo è Via Gropallo 6/1, e i numeri di telefono 010 8592639 e 010 8592577.
A differenza della precedente, questa casa non è in affitto: grazie allo sforzo delle decine di volontari, del presidente, dei residenti, si è riusciti a realizzare un sogno: comprare una casa!

La ricerca di nuovi volontari è comunque sempre attiva!
Se qualcuno avesse voglia e tempo, in qualsiasi orario del giorno e della notte, c’è sempre bisogno di persone disposte a trascorrere qualche ora in compagnia degli ospiti della casa, aiutandoli nelle mansioni giornaliere, preparando i pasti e tenendo in ordine l’abitazione.
Eventualmente chiamare direttamente in Casa Famiglia o scrivere a me
qui: scrivi
Visitate il blog di casa famiglia: casadomani.wordpress.com


Bosnia 1997

3 dicembre 2008

Cimitero a Sarajevo

Nel 1997, a due anni dalla fine della guerra nei Balcani, feci il mio primo viaggio in quei paesi in cui le tracce dell’ondata di violenza che era appena passata lasciavano senza parole.
Mi colpirono molto, alcune immagini. Tombe di ragazzi giovanissimi, avevano magari la mia età, 19 anni..
Case bombardate, muri mitragliati, paesi interi abitati ormai solo da desolazione e silenzio…
E scrissi queste righe. Non ridete, so bene di non essere una poetessa. Ma sono sensazioni, immagini, odori ancora forti in me.

Che non voglio dimenticare.

Finestre,
come azzurri occhi trasparenti,
scandisono il silenzio
e battono all’impazzata
il ritmo della morte.
Oltre le pietre, il cielo
e non un respiro,
non un movimento
spezza il dolore immobile.
Non un incantesimo
ha arrestato lo scorrere del tempo,
ma l’odio antico
scagliato contro chi ora
riposa in una tomba diversa.
E tu, figlio della giustizia,
nascoste le membra sotto un terreno straniero,
racconti al mondo innocente
cosa portò i tuoi vent’anni
a conoscere l’odore della guerra
mentre lontano una madre si chiedeva
quale fosse il colore del tuo cielo.
Resti lì,
e non odi più gli spari,
solo sul ciglio di un asfalto
che ha visto correre assassini
– ha veduto e ha taciuto,
come tanti, come loro –
non c’è uomo che raccolga sassi
non c’è vita per chi è ormai altrove.
Sulla pietra, verso il cielo,
simboli dell’odio vano.
Sulla terra, come neve,
bianche croci senza nome
fermano il vento
perchè le bagni col suo pianto.


Casa Famiglia

12 settembre 2008

Casa Domani

Casa Domani è una casa-famiglia per disabili fisici nata a Genova circa vent’anni fa.
Come dice Mariapia, per gli amici Mapi, una delle residenti di Casa Famiglia in questo articolo, scritto un po’ di tempo fa, ma che presenta molto bene questa realtà, l’obiettivo generale è quello di fornire ad alcune persone colpite da specifici handicap fisici una casa che possa offrire quelle opportunità, quei comfort e condizioni di vita che solo chi vive in una propria abitazione può avere, continuando a vivere in condizione di vita “famigliare”.
La casa è in affitto e si regge sul contributo dei residenti, sulla convenzione col Comune di Genova e su privati sostenitori.
La gestione è incentrata solo su volontari, e gli ospiti disabili, il cui limite massimo è di sei, sono coinvolti in prima persona nella programmazione e nella gestione economica e organizzativa sia della struttura che della vita comunitaria.
Se qualcuno avesse voglia e tempo, in qualsiasi orario della giornata, c’è sempre bisogno di persone disposte a trascorrere qualche ora in compagnia degli ospiti della casa, aiutandoli nelle mansioni giornaliere, preparando i pasti e tenendo in ordine l’abitazione.
Eventualmente chiamare direttamente in Casa Famiglia al n° 010 8391745 o scrivere a me qui: scrivi


Ancora scelte!

9 settembre 2008

Imparare a correre
da chi non sa camminare,
imparare a cantare
da chi non sa parlare.
Imparare a scegliere
da chi non ha mai avuto scelta.
Imparare l’amicizia
negli occhi di chi ha conosciuto solo il rifiuto,
e l’amore sul volto
di chi è sempre stato solo.
Conoscere sé stessi
dimenticandosi.
Dimenticarsi di ogni piccolo male
che ogni giorno ci trafigge
e tornare a sentirsi vivi.
Matteo

Mentre ero a Calvari mi sono ritrovata a pensare molto al mio argomento preferito ultimamente: le scelte, la difficoltà di scegliere, ed ero molto concentrata su me stessa, sui miei pensieri, e le mie preoccupazioni.. tanto che non riuscivo ad essere serena con le persone che avevo intorno, che probabilmente avevano molti più motivi di me di essere preoccupati o afflitti..
Poi mi è capitato di leggere queste parole, scritte da Matteo, che parlano di quello che ha provato lui a Calvari. E mi hanno messo un po’ in crisi, mi hanno emozionata. Credo di aver sentito anch’io, in quel momento, di avere molto da imparare dalla situazione in cui ero immersa. E da quel momento ho provato a farlo.
E come sempre, il risultato mi ha stupito..
Dimenticarsi a volte è veramente l’unica strada per ritrovarsi.


Calvari

20 agosto 2008

ruote

A Calvari è strano: il tempo sembra fermarsi, e le difficoltà di tutti i giorni restano fuori.
Lì le diversità (di qualsiasi tipo!) tra le persone non sembrano più così determinanti nei rapporti.
Forse c’è qualcosa nell’aria che fa sembrare tutto più facile, anche quando si è seduti su una carrozzella o non si riesce a camminare o mangiare da soli, anche quando si hanno tanti di quegli anni da pensare di non poter avere più nulla di interessante da raccontare al mondo..
Forse è perché ci si trova lì, con le difficoltà da superare e nessuna alternativa al tirarsi su le maniche e provarci, qui e ora.
E solitamente ci si riesce 🙂 E bene, anche!
Forse è perché insieme è subito tutto più semplice? Forse è perché si respira nell’aria il piacere di stare insieme, e di fare le cose gratuitamente, senza aspettarsi nulla in cambio?
Forse è perché “non si possiede veramente che ciò che si dona”?
Io credo che sia proprio così, l’ho sperimentato..

Calvari è un paesino dell’entroterra ligure, vicino a Davagna, dove tutte le estati e in alcuni periodi invernali (Natale, Epifania, Pasqua) si organizzano periodi di vacanza per persone più o meno giovani, e più o meno abili 🙂 Basta la voglia di stare insieme, di mettere a disposizione le proprie mani, braccia, gambe, abilità, voce, sorrisi, forza, entusiasmo..
Per chi avesse voglia di provare, anche solo per qualche giorno, la porta è sempre e comunque aperta!
Per info: 010 905110 – chiedere di Antonio, oppure direttamente a me tramite questo blog, oppure qui:
scrivi


AVS

6 agosto 2008

belle le quattro AVS a Cupo!

 

Ecco cosa scrivevo sul mio diario esattamente dieci anni fa, alla fine dell’Anno di Volontariato Sociale alla Caritas di Genova, dove tra le altre cose ho fatto servizio in un asilo nido per bimbi extracomunitari. Esperienza talmente intensa che in quel momento, davvero, mi pesava incredibilmente affrontarne la fine..

 

A voi AVS: Chiara, Lara e Sara. Vi voglio bene!

 

Cosa resta di quest’anno.. tanti, troppi ricordi.. canzoni, cartoline, occhi e sorrisi di bimbi, serate di comunità, pioggia nei vicoli, musica dal piano di sopra, il saluto dei negozianti sulla strada quotidiana, scale fatte in fretta, ninne-nanne cantate mille volte, il gusto dell’omogeneizzato ai 4 frutti, della pastina con il formaggino, qualche animaletto di stoffa o di gomma, nostalgia di un letto ormai adottato, di un disordine già mio, un ascensore rumoroso, catturatore di suoni, di voci, di sussurri.. L’odore del vicolo di fronte al droghiere, il colore dei mattoni della scalinata che porta al Monte, il tramonto sulla città di un lontano pomeriggio invernale, gocce di pioggia e uno scossone della terra in una casetta di legno, commozione di una vecchia al momento di partire, viaggi in treno interminabili, scomodi ma veri, dolore e silenzio al cimitero quando tu – Natalone – sei voluto salire su, notte insonne in un campo di papaveri – rosso, quant’era rosso!! – lì mi ha trovato il sonno, avvelenata dal loro colore – suono di qualcuno che bussa al vetro della mia casetta ambulante, alba in pigiama – dirsi addio non è mai stato tanto facile.. – giorni sereni, lenti eppure son fuggiti!, gocce di sudore in un caldo luglio senza mare e senza sonno, cena sul terrazzo – dolce far niente! – e poi via nell’avventura, notte – ma che dico notte – ora di sonno tra le tenebre di una panchina spagnola, tramonto notturno in fondo a una sabbia silenziosa, ore di sole ubriache di solitudine e poi ancora giorni felici – insieme! – con la casa sulle spalle, mille luoghi negli occhi, temporale in mezzo al mare e subito un bagno tra gli scogli, e quelle vie bianche come farina, case ammassate, scalinate infinite tra i muri stretti, il profumo dei limoni, le spine nelle mani – per il gusto dei fichi d’india! – e poi le foto insieme – sempre! – e le risate in quella Napoli così allegra e casinara… E poi le liti, sì anche quelle, le parole tristi, la rabbia di un momento “cuscì” – come solo a Cupo sanno dire – le lacrime in una stanza buia, la paura – sì la paura – del futuro.. Tutto questi ed altri mille attimi ancora restano infissi come spilli nei miei occhi – tutto questo non si cancella con un colpo di spugna, è come l’unto che torna subito a galla, non va più via.. E non servono le lacrime a cacciare la tristezza e non bastano le parole ed il tempo ad aiutare a partire..