I cento passi

23 febbraio 2009

Ho visto ieri sera “I cento passi” di Marco Tullio Giordana. E’ la storia di Peppino Impastato, giovane militante antifascista nella Sicilia della fine degli anni Sessanta, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978 – più o meno casualmente nello stesso giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro.
La casa di Peppino dista 100 passi da quella del mafioso Gaetano Badalamenti, che tutto il paese di Cinisi venera con rispetto e timore.
Ma lui no. Peppino si ribella alla propria famiglia, alla legge del “non vedo, non sento, non parlo” da tutti rigorosamente rispettata, e comincia a far sentire la sua voce, senza paura, che letteralmente urla contro la mafia, aprendo anche una radio libera, Radio Aut.

Per la cronaca: la morte di Peppino è inizialmente archiviata come incidente, e solo grazie all’attività del fratello e della madre viene individuata la responsabilità della mafia nell’omicidio di Peppino, che conduce nel 2001 alla condanna a 30 anni di reclusione per Vito Palazzolo, quale esecutore, e nel 2002 all’ergastolo per Gaetano Badalamenti, quale mandante del delitto.

Un film non sulla mafia, ma sul coraggio di lottare, sulla forza di ribellarsi, protestare, disobbedire. Anche quando tutti intorno cedono, anche quando il rischio è di lasciarci la pelle.
Un film da vedere, nella sezione “per non dimenticare”.
Dei Modena City Ramblers la canzone “Cento passi” dedicata a Peppino.