Referendum Acqua – Parte la Campagna di Obbedienza Civile

3 febbraio 2012

Lo sapevi che la bolletta dell’acqua è illegale?

Anche se la legge non lo prevede, il gestore del servizio idrico sta caricando sulla bolletta un profitto che è illegale! Si chiama “remunerazione del capitale investito” e, anche se è stato cancellato con il referendum dello scorso giugno, in provincia di Genova incide ancora per più del 22% delle bollette!! La buona notizia è che si può smettere di pagare questa quota, l’ottima notizia è che si può chiedere il rimborso per i mesi precedenti.

La procedura è abbastanza semplice, rivolgiti al Comitato genovese Acqua Bene Comune:
http://www.acquapubblicagenova.org/campagna-di-obbedienza-civile/

Pagando la giusta bolletta rispettiamo ed applichiamo il voto della maggioranza degli italiani, impediamo agli speculatori di lucrare sul diritto all’acqua e facciamo un passo in avanti verso la ripubblicizzazione del servizio idrico.

Inoltra questo messaggio ai tuoi contatti: si scrive acqua, si legge democrazia!

Per informazioni, e per aderire alle nostre iniziative:

Comitato genovese Acqua Bene Comune
Salita san Leonardo 25 r – tel. 389 9198656
http://www.acquapubblicagenova.org/
Facebook: Comitato Acqua Pubblica Genova
gruppoacquagenova@gmail.com


Solidarietà alle madri di Valle di Susa

1 luglio 2011

Presidio NO TAV di Chiomonte, giugno 2011

Abbiamo letto questa lettera al presidio di Chiomonte, in Val di Susa, dove siamo stati qualche giorno la settimana prima dell’attacco della polizia. Ci ha commosso. Era appesa nel tendone dove si mangiava. Tocca usare il passato, perchè ora il presidio non c’è più. E’ stato spazzato via con la forza.
Noi, alla Maddalena, abbiamo conosciuto una comunità che resiste pacificamente, che difende la propria terra, la propria salute, i propri diritti. Giovani e anziani insieme, gente che prima non si conosceva, e che questa lotta ha avvicinato.
Gente coraggiosa e tenace, accogliente e semplice. Gente che sa quello che vuole. Gente che non crede solo nel denaro, nello sviluppo, nella tecnologia. Gente che sa ancora apprezzare il silenzio, la natura, la lentezza.
Gente che vuol provare – nonostante tutto – a lasciare ai propri figli un mondo migliore!
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Caro Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napoletano e signora Clio, Gentili donne del Parlamento italiano e del Parlamento europeo, Religiose e Missionarie, Donne del Volontariato
Nell’autunno del 2005 al Presidio No Tav di Borgone, in Valle di Susa, nel pieno di una pacifica eppure determinata battaglia di democrazia e di civiltà, nata un decennio prima per impedire lo sperpero delle risorse pubbliche e la distruzione di quelle ambientali, ricevemmo una lettera che così cominciava:
“Noi, madri di Plaza de Majo, vicine e solidali alle madri di Valle di Susa…”
Vorremmo oggi poter riproporre quelle parole alte e forti, fatte di condivisione e piene di coraggio, ma la lettera di quelle Madri è stata bruciata, più di un anno fa in un incendio doloso sul quale ancora oggi attendiamo di conoscere risposte e colpevoli (i mandanti e le ragioni ci sono purtroppo assai ben chiari). Quella lettera è diventata cenere, insieme a moltissime altre preziose testimonianze e a un pezzo fondamentale della nostra storia, ma il suo significato e il suo valore restano per noi immutati, scritti nel cuore e perciò non suscettibili di oltraggi esterni.
E’ per questa ragione che oggi siamo noi, madri di Valle di Susa, a riprendere quelle parole, forti di quel coraggio e rivendicandone la stessa dignità.
Noi, madri di Valle di Susa, che da anni studiamo geologia, indaghiamo i segreti degli appalti, svisceriamo le leggi dell’economia, e approfondiamo temi apparentemente lontani dalla nostra vita, come i flussi di transito, l’inquinamento acustico, la radioattività della pechblenda, che da anni abbiamo imparato a trovare il tempo non solo per i figli, la scuola dei figli, i lavori di casa, quelli fuori casa, ma anche per la presenza nei Comitati e nei Presidi No Tav, che abbiamo marciato con il nostro futuro fra le braccia, in marce interminabili, sotto il sole di giugno e nel gelo di dicembre, che nell’attesa di uno sgombero, abbiamo vegliato attorno ad un fuoco, nelle antiche notti di Venaus e in quelle nuove di Chiomonte, preoccupate non già dei nostri nasi rotti, ma delle manganellate che sarebbero potute cadute sulle teste dei nostri figli, che abbiamo cucinato quintali di pasta e montagne di polenta per sfamare gli affamati di giustizia, e che non abbiamo saputo rifiutare una tazza di caffè bollente a chi, protetto da uno scudo e in assetto antisommossa, ci è sempre sembrato più una vittima inconsapevole, che un nemico da combattere,
noi, che chiamiamo Madre la Terra e che ne esigiamo il rispetto dovuto alle madri, che facendo tesoro del passato non  vogliamo ripetere gli errori di chi ha pensato di poter impunemente sacrificare la salute in nome del guadagno, l’onestà in nome del profitto, la bellezza in nome del denaro, e che difendendo la nostra Valle da un’opera insostenibile dal punto di vista ambientale, umano, sociale ed economico, stiamo in realtà difendendo l’intera nostra Patria e proponendo un modello di sviluppo più degno per l’intera comunità umana
noi, Madri di Valle di Susa rigettiamo le accuse che quotidianamente ci vengono mosse: accuse di violenza  e di mancanza di rispetto nei confronti dello Stato e delle sue Istituzioni, che – vogliamo ricordarlo – è una Repubblica democratica la cui base è rappresentata dalla quella Costituzione nata dalla Resistenza alla quale le nostre stesse madri presero parte attiva, combattendo la loro guerra fra le mura domestiche, dentro alle fabbriche e sulle montagne, come staffette e come partigiane, e rivendichiamo il diritto di proseguire in modo pacifico e determinato la nostra lotta, convinte che la nostra tenace perseveranza possa essere un giorno premiata con il riconoscimento delle ragioni di un intero territorio che ha, come unica pretesa, l’ambizione di avere una vita a bassa velocità, ma ad alta qualità.

Da: lavallecheresiste.blogspot.com

per adesioni scrivere a:

Barbara De Bernardi –barbara.debernardi@istruzione.it
Maria Chirio –girich@alice.it

Update: aggiorno il post con la risposta delle Madri di Valle di Susa alla nostra mail di adesione: https://danielanapoli.wordpress.com/2011/07/04/dalle-madri-di-valle-di-susa/


Salviamo l’acqua!

12 maggio 2011

Cari amici,

ormai manca un mese ai Referendum: il 12 e 13 giugno, in tutta Italia, si vota su acquanucleare e legittimo impedimento.
I quesiti sull’
acqua sono due:

  1. il primo serve a cancellare la norma che obbliga i comuni a cedere ad aziende private la gestione del servizio idrico;
  2. il secondo chiedere di modificare la legge che garantisce al gestore un profitto, buona o cattiva che sia la gestione.

I giornali e le TV non ne parlano: parliamone noi!
Bisogna andare ai seggi e votare SI’ perchè l’ACQUA E’ UN DIRITTO!

Attiviamoci, basta poco:

  1. gira questa mail a TUTTI i tuoi contatti, e pubblicala sul tuo blog/sito, e su facebook (iscriviti al gruppo Comitato “2 sì per l’Acqua Bene Comune” Genova)
  2. fai un elenco di persone che conosci: avvisale TUTTE e chiedi loro di spargere la voce
  3. parla coi negozianti che conosci, e chiedi loro di esporre volantini e locandina
  4. lascia un volantino nelle cassette delle lettere del tuo palazzo, e proponi ai tuoi amici di fare altrettanto

Per avere informazioni e materiale (volantini, bandiere, spillette, magliette, adesivi..) contattaci a: gruppoacquagenova@gmail.com , o vieni a riunione il lunedì alle 18.15 in via San Luca 15/7 – tel. 320 2738711

materiale scaricabile:
http://www.acquapubblicagenova.org/materiali-scaricabili/

www.referendumacqua.it – www.acquapubblicagenova.org
Gruppo facebook: Comitato “2 sì per l’Acqua Bene Comune” Genova

Contiamo su di te!
Il Comitato “2 sì per l’Acqua Bene Comune” di Genova


Giù le mani dai referendum!

4 maggio 2011

Aiutaci anche tu nella campagna referendaria!

Mail gruppoacquagenova@gmail.com

Tel. 3202738711

Sito Genova www.acquapubblicagenova.org

Sito nazionale www.referendumacqua.it   www.acquabenecomune.org


Manifestazione per l’acqua pubblica a Roma!

28 marzo 2011
>
Manifestazione acqua pubblica Roma 27/03/2010

Ecco qua le mie foto della manifestazione di sabato 26 marzo 2011 a Roma.
300 mila persone in piazza a gridare che L’ACQUA NON SI VENDE!
Per chi non c’era, a questi link trovate due degli interventi:

Guardateveli, perchè meritano!!!
Per info: http://www.referendumacqua.ithttp://www.acquapubblicagenova.org

SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!!!!


Alfabeto del rifiuto

25 febbraio 2011

Dopo le informazioni sulla raccolta differenziata, prendo dal sito dell’AMIU l’Alfabeto del rifiuto per il Comune di Genova: almeno non possiamo dire che non sapevamo dove buttare la spazzatura!!
Qualche dubbio: polistirolo (compare più volte, con soluzioni diverse su dove buttarlo!), bicchieri e posate di plastica: ma nessuno protesta perchè non sono di plastica riciclabile?!?
Qui trovate la spiegazione del perchè attualmente non possono essere riciclati. Il problema è burocratico, non tecnico.
Ma cosa aspettano a cambiare questa legge?!?!?

Accendini: Indifferenziato
Agende in carta e/o cartoncino: Carta
Antiparassitari: Isole ecologiche, EcoCar
Apparecchi elettronici (TV, PC, Fax..): Isole ecologiche, EcoVan
Assorbenti igienici: Indifferenziato
Avanzi di cucina: Organico
Bacinelle: Isole ecologiche
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La generazione che se ne frega

21 dicembre 2010


Siamo la generazione che se ne frega.

Se ne frega di andare a fondo, preferisce la superficie.
Se ne frega perchè ha sempre di meglio da fare.
Se ne frega perchè occhio non vede, cuore non duole.

Mangia solo ali di pollo, e se ne frega se nessuno mangia il resto.
Compra acqua in bottiglia e se ne frega se quella del rubinetto è gratis.
Beve ad ogni sete in un bicchiere di plastica nuovo, e se ne frega se ai figli lascia un mondo con montagne di rifiuti e mari avvelenati.
Compra vestiti alla moda, e se ne frega se li hanno cuciti manine cinesi tenute in schiavitù.
Compra fragole a dicembre, e arance a luglio, e se ne frega se han macinato migliaia di chilometri prima di poter essere mangiate.
Si indigna per la tessera del tifoso, ma se ne frega di chi si sta portando via anche l’aria che respiriamo.
Si appassiona per un’uscita ingiusta dalla casa del Grande Fratello, ma se ne frega di un’espulsione violenta di un richiedente asilo in territorio italiano.
Si infervora per un cane maltrattato, ma se ne frega di esseri umani disumanizzati.

Si indigna, si indigna, ma se ne frega della dignità altrui.