Giorno della memoria, per non dimenticare

“I tre condannati salirono insieme sulle loro seggiole. I tre colli vennero introdotti contemporaneamente nei nodi scorsoi.
– Viva la libertà! – gridarono i due adulti.
Il piccolo, lui, taceva.
– Dov’è il Buon Dio? Dov’è? – domandò qualcuno dietro di me.
A un cenno del capo del campo le tre seggiole vennero tolte.
Silenzio assoluto. All’orizzonte il sole tramontava.
– Scopritevi! – urlò il capo del campo. La sua voce era rauca. Quanto a noi, noi piangevamo.
– Copritevi!
Poi cominciò la sfilata. I due adulti non vivevano più. La lingua pendula, ingrossata, bluastra. Ma la terza corda non era immobile: anche se lievemente, il bambino viveva ancora…
Più di una mezz’ora restò così, a lottare fra la vita e la morte, agonizzando sotto i nostri occhi. E noi dovevamo guardarlo bene in faccia. Era ancora vivo quando gli passai davanti. La lingua era ancora rossa, gli occhi non ancora spenti.
Dietro di me udii il solito uomo domandare:
– Dov’è dunque Dio?
E io sentivo in me una voce che gli rispondeva:
– Dov’è? Eccolo: è appeso lì, a quella forca…”
Elie Wiesel, La notte

« Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.»
Primo Levi, Se questo è un uomo

Citazioni scontate? Forse sì.. Ma non posso certo mettermi a scrivere io, degli orrori della storia.. Nonostante abbia letto un sacco di libri, sull’Olocausto, e visto un sacco di film e mi sia soffermata in silenzio davanti ai forni crematori e alla scala della morte degli ex campi di concentramento di Dachau e Mauthausen..Ma di scrivere, non ne avrei neanche il coraggio.

Penso che serva molto di più fermarsi un attimo a pensare agli abissi che può raggiungere la malvagità della mente umana. E ritrarsi da quell’abisso, inorriditi.

Perché «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario» (Primo Levi)

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2 Responses to Giorno della memoria, per non dimenticare

  1. Mauro ha detto:

    Già, gli abissi della malvagità della mente umana…, insondabili.
    Se mi fermo un attimo a pensare alla storia, alla leggenda di Jericho come alle bombe al fosforo dei nostri giorni, sembra proprio che la malvagità sia inscindibile dall’essere umano, e che l’uomo sia capace di grandi eccessi nel bene come nel male.
    Gli animali uccidono, ma normalmente non mi pare eccedano in crudeltà, soprattutto verso la loro specie.
    Dov’è la differenza? Perché l’uomo invece sembra avere connaturato questo bisogno di incrudelire verso il suo simile? E’ la coscienza, che in qualche maniera forse è il nostro tratto distintivo, a portarci a ciò?
    Dai gladiatori del colosseo ai supplizi pubblici del medioevo, quando tutta la cittadinanza si riuniva a godersi lo spettacolo degli assassinii in pubblico nelle maniere che più ci farebbero inorridire, il cammino dell’uomo è contagiato da questo triste bisogno di violenza consanguinea.
    Mah…, la giornata della memoria…, solo a pensare ai recenti fatti di Gaza vien mica tanta voglia di ricordare, lo ieri come l’oggi.
    E invece forse il problema è proprio quello, che diventa sempre più difficile ricordare e che ci viene così spontaneo dimenticare quello che non ci piace.
    Bisogna estenderla questa memoria, ormai la shoa – è tragico dirlo – non basta.

    Mettiamoci una nota di stimolo alla riflessione, un grande poeta uruguayano, Mario Benedetti, lunghi anni esiliato in Europa:

    “Lascio una patria senza inno né bandiera, però con cielo e terra”

  2. knecht ha detto:

    non non sono mai parole scontate.. soprattutto oggi.. soprattutto in questo assurdo momento storico

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