À la recherche du temps perdu

E’ strano quando è un rumore a risvegliare un ricordo.. non una melodia, non un profumo, un odore, non un’immagine.. proprio un RUMORE.

Ieri sera, per la prima volta dopo tanti anni, sono salita su una vecchia Cinquecento. Non era più successo, da quando il nonno aveva distrutto la sua in un incidente, e da quel momento, a quasi 90 anni, gli era toccato stracciare la sua patente perché insomma forse era meglio così..
E sentire il rumore tipico del motore della Cinquecento, proprio quello, l’avrei riconosciuto fra mille, mi ha riportato a lui.. E non a lui negli ultimi anni della sua vita, no – a lui tantissimi anni fa, quando mi veniva a prendere a scuola, mi portava a mangiare il gelato, mi scarrozzava in giro con la sua scatolina beige, di cui andava tanto fiero.
Ed è stato un po’ come essere di nuovo bambina, e soprattutto, essere di nuovo insieme a lui..

il nonno con le sue rigogliose piantagioni di pomodori e il suo immancabile cappello di paglia in testa..

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